LA PRATICA DELLO YOGA COME DANTE CON VIRGILIO: IL CORAGGIO DI ENTRARE NEL NOSTRO INFERNO

Dopo qualche tempo di silenzio nello scrivere ecco che come un’onda d’acqua che fluisce mi ritrovo qui a buttare giù due righe davanti a un bellissimo scenario, montagne al tramonto, grata per la vita che mi fa vivere nel qui ed ora, che mi da la preziosa possibilità di scrivere per raggiungere voi esseri meravigliosi, chiunque voi siate, che state leggendo queste righe, per unirmi con voi e trasmettervi quella che è l’esperienza più meravigliosa, dura e intensa della mia vita, la pratica di yoga e la realtà che si trasforma davanti ai miei occhi, come le nuvole che si plasmano all’orizzonte fino a scomparire mentre le guardo in questo momento.

La pratica dell’Astanga Yoga mi sta davvero conducendo come fece nella divina commedia Virgilio con Dante, attraverso gli strati dell’inferno della mia realtà umana.

La pratica ha il potere insito in se stessa, per la sua antichità, per il suo metodo, anche soltanto per il solo fatto che ti fa stare dentro il tuo inferno per almeno due ore al giorno (per qualcuno anche solo due ore a settimana, e va bene così comunque) di connetterti con quella parte vigile di te stesso che si riversa come un’onda di sangue pulito dentro al tuo corpo e un’onda di chiarezza su quegli aspetti della tua vita che da quel momento in poi non potrai più fare finta di non vedere.

Quando Dante e Virgilio giungono di fronte alla porta dell’Inferno, il primo non può far altro che notare la scritta scura e misteriosa posta su di essa. Non avendo afferrato subito il senso della frase, chiede a Virgilio il significato, quest’ultimo lo ammonisce dicendogli che non deve aver paura di entrare nell’inferno e che piuttosto deve prepararsi psicologicamente per affrontare la visione delle anime tristi dei dannati lasciando ogni esitazione (sospetto) e titubanza, essendo questo un luogo dove si incontrano le persone che hanno perduto Dio, il bene intellettuale per eccellenza.

Dante ebbe il coraggio di attraversare quell’inferno per arrivare al paradiso e noi non siamo esenti da questo atto di coraggio dovuto nei confronti di noi stessi e del solo fatto di avere fatto la fatica di nascere su questo pianeta ed essere arrivati sino a qui ora, anche noi come Dante per comprendere e assaporare il nostro paradiso dovremo passare per il nostro inferno, la comprensione di questo è fondamentale per lo sviluppo della nostra volontà di praticare di esserci per noi stessi. E’ una verità che fa parte di questo mondo tanto quando lo sono la forza di gravità e le montagne.

La struttura dell’oltretomba dantesco

Cari amici vi esorto con tutta me stessa e con il mio sentimento più puro a continuare la vostra pratica rendendola frequente e adattandola alla vostra vita quotidiana fatta di impegni e di duro lavoro, di famiglia e anche di cose pratiche da affrontare, vi esorto come essere umano che condivide la sua natura umana con voi, che siete miei fratelli di cammino su questa terra, e lo faccio perché verifico costantemente che una pratica di ascolto, che sia di yoga, che sia di meditazione fatta con criterio e qualità può davvero condurvi come il fidato Virgilio attraverso il vostro inferno ma vi farà anche vedere il paradiso che avete ed è già insito in voi stessi, che a volte non riuscite a percepire.

Quando sono in difficoltà mi sveglio alle 5:30 e pratico con tutta me stessa, la mia pratica diventa una preghiera alla mia parte divina affinché essa possa manifestarsi nella mia natura umana, e poi accade che durante il giorno anche solo un solo saluto di una persona sconosciuta a un incrocio, un sorriso di un’amica o la vista di un bocciolo di fiore mi faccia sentire come quella richiesta sia stata esaudita! La felicità risiede nella consapevolezza che tutto è presente adesso. Nessuna relazione intima, risultato sportivo, vittoria lavorativa, nemmeno il successo, il denaro e persino i figli potranno farci toccare la reale felicità, perché tutte queste cose a cui diamo importanza a cui affidiamo la responsabilità di renderci felici sono per loro natura transitorie. La felicità può essere toccata per brevi istanti e può arrivare da situazioni persone o cose insperate. In fondo la pratica insegna il distacco dal desiderio e l’azione senza desiderio.

Praticate se potete con il vostro cuore perché la felicità che si manifesterà in voi e attraverso di voi alle altre persone, vi renderà consapevoli e gli sforzi che farete saranno ripagati fino all’ultima goccia di sudore versata su quel tappetino.

Ognuno di voi lo farà a proprio modo, trovate il vostro modo di essere presenti con voi e mi raccomando: appena Virgilio vi prenderà per mano per condurvi là dove solo i più coraggiosi osano andare rimanete nella vostra pratica di ascolto che sia per dieci minuti al giorno che sia per ore ma fatelo e non mollate! Non mollate una volta varcata la soglia del vostro inferno, perché la da lì non faranno più ritorno le persone che hanno perso la spinta a cercare Dio in loro, o che lo cercheranno invano al di fuori di loro.

Fatevi condurre dalla mano amica di Virgilio e vedrete come anche le cose più spaventose, le più terribili e difficili da accettare di voi stessi si trasformeranno, presto o tardi, e con i loro dovuti tempi si muteranno in consapevolezza, mentre con la pazienza che lo yoga sa insegnare al praticante costante, proverete a voi stessi che nella pazienza e nel coraggio di stare anche nelle emozioni più difficili che si presenteranno (e state certi che questo accadrà), avrete allora la preziosa possibilità di mettervi alla prova e non fuggire, potrete essere questa volta coraggiosi e rimanere a osservare, a respirare e sentire, ad attendere per poi comprendere anche solo per un istante come tutta la natura di ogni cosa su questo pianeta sia in continua trasformazione, in continuo mutamento per sua natura, come insegnano nei testi sacri buddisti e non buddisti, ogni cosa è transitoria e in continuo cambiamento, le belle situazioni ma anche quelle brutte.

“Il nostro respiro può essere se lo vogliamo, il Virgilio che con la sua mano ci accompagna nelle terre più oscure del profondo buio per poi farci riemergere in lidi mai nemmeno sperati.”

Ogni cosa a suo tempo, “Fai la tua pratica e tutto accade” come disse Sri K. Pattabhi Jois, una frase bellissima soprattutto  quando vissuta sulla nostra pelle, di umani, di persone con difetti e paure, insicurezze ma anche di enorme talento e di luce divina, quella luce che presto o tardi per ognuno di noi uscirà con cotanta bellezza.

Stay tuned on your practice!

Namastè

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