CHIAMATELA GINNASTICA YOGA! E VI DIRÒ PERCHÉ

Dal titolo provocatorio, si capisce, intendo lanciare uno spunto di riflessione, non sono nessuno per dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, si sa mai però che questo possa divenire per qualche lettore il terreno fertile per importanti considerazioni.
E’ soprattutto per me che scrivo questo articolo, perché ho esigenza di affermare ciò che leggerete affinché, anche solo tramite provocazione e come in fondo a me piace fare, io possa produrre delle reazioni in voi, sono sempre stata una ribelle e mi piace rompere il silenzio su argomenti difficili e delicati ma in fondo, si sa, a qualcuno tocca affrontare argomenti scomodi, quegli argomenti dove è più facile fare finta di niente e magari fare considerazioni a casa, in privato.
Io affronterò queste mie considerazioni pubblicamente ma vi fornirò motivazioni al riguardo.
Intanto, in questo mondo stravolto nei valori, dove prima viene l’immagine e poi veniamo noi stessi, prima si sceglie il lavoro che vorremmo fare e poi forse ci occupiamo di noi stessi e di stare bene e in salute.
Quindi facciamo yoga prima di tutto per noi stessi, non vi è lo scopo dell’insegnamento. Vi è solo lo scopo di stare bene noi, e se poi questo stare bene si può diffondere per qualche strano motivo del destino che getta le condizioni favorevoli per questo allora ben venga.
Lo yoga si fa per noi soltanto, per guarirci innanzitutto, per stare bene nel nostro corpo, per fare il nostro percorso di vita, “Per vedere Dio in ogni cosa” come disse Sri. K. Pattabhi Jois. Non c’è niente da studiare ma solo “da fare” e da applicare quotidianamente nel concreto sul nostro corpo, nella nostra vita. Il discorso del “volere diventare insegnante” viene a cadere perché non ha senso. Perché l’unica cosa che conta è essere presenti alla nostra pratica yogica, essere presenti alla pratica dello yoga per noi. Tutto il resto va lasciato alla sua naturale realizzazione, e ciò avverrà in modo armonioso e gratificante solo e soltanto se è cosa giusta per noi e per gli altri.
Lo yoga è uno strumento per noi stessi e si applica affinché noi possiamo essere liberi da qualsiasi tipo di lavoro, anche dal lavoro dell’insegnamento stesso. Libertà per noi stessi è lo scopo ultimo, disidentificazione dal ruolo dell’insegnante, del genitore, del compagno, persino del nostr0 nome e di chi abbiamo sempre creduto di essere, la pratica dello yoga crea quello spazio vuoto dentro di noi entro il quale noi possiamo manifestare ciò che siamo.
Vi è un’altra seria motivazione per cui ho deciso di parlare di questo argomento e nasce dal fatto che sono seriamente preoccupata per la salute delle persone che, come mai oggi, hanno bisogno di recuperare la loro vitalità. Se si avvicinano alla pratica yogica dovrebbero farlo in modo serio affinché quella pratica possa essere di loro aiuto e divenire uno strumento valido, quotidiano. Considero un metodo valido ed efficace solo L’Astanga Vinyasa Yoga, lo Yoga del Respiro, sia perché è un metodo tradizionale che affonda le sue radici nell’antico, divulgato da un grande uomo come lo fu Pattabhi Jois allievo di Krishnamacharya, sia perché l’Astanga ha dimostrato nel mondo essere un efficace strumento di guarigione di massa, lo parlano i numeri e le esperienze dirette e personali di chi lo ha fatto, lo vedo sui corpi e sui respiro nonché sull’atteggiamento mentale che forma l’assiduo praticante quando giro per i ritiri, ci saranno altre strade per ottenere la salute sul corpo e la riattivazione del potenziale del respiro ma io posso parlare solo dell’Astanga perché solo con quello ho potuto trasformare il mio corpo e la mia vita quotidianamente.
Purtroppo vedo sorgere innumerevoli scuole di certificazioni all’insegnamento dello Yoga che oltre a insegnare sequenze di yoga a casaccio, diciamolo pure ci guadagnano e basta, è diventato un vero business. E’ evidente che nell’era moderna in cui ormai l’insoddisfazione personale regna sovrana, tutte le persone cercano vie alternative, ma state attenti ai falsi profeti, a chi vi assicura un futuro pagando.
Sapete qual è la cosa peggiore?
Che una scuola che certifica, per tanti soldi, insegnanti inesperti crea tanti istruttori di yoga pasticcioni, pensate su quante persone ricadranno gli effetti di queste pratiche yogiche avventate.. Fatevi due conti. Queste certificazioni vengono rilasciate dopo corsi di qualche ora, 200 ore o anche meno sono sufficienti, nascono in ogni dove nuovi nomi di yoga del tipo “alfa yoga, beta yoga e così via” e addirittura a volte questi nomi di Yoga vengono registrati come marchio (vedete un po’ voi, come se la conoscenza dello Yoga e la sua divulgazione fosse appartenenza di qualcuno, proprio stiamo perdendo la testa) e soprattutto queste sequenze occidentalizzate, inventate e sempre variabili di lezione in lezione sono estremamente pericolose sul corpo.


Sri K. Pattabhi Jois, Padmasana

Le sequenze di posizioni dovrebbero essere tramandate da maestri di grande levatura che conoscono realmente la tradizione e che non vengono né toccate né modificate da noi occidentali.
Le sequenze tradizionali sono fisse e contengono posizioni sicure. La loro logica di successione è intelligente perché una posizione prepara la successiva.
Lo sapevate che se non sono bilanciate bene fra loro le posture e inserite in una giusta sequenza producono sbilanciamenti degli organi interni e del loro equilibrio fino a potervi fare ammalare seriamente? Beh se questa idea non vi ha ancora sfiorato vi consiglio la lettura di “Yoga Mala” di Sri K. Pattabhi Jois, lì troverete la correlativa bibliografia per continuare e approfondire le vostre ricerche.
Cosè il Vinyasa? Il sistema del Vinyasa ha una sua sequenza precisa e un conteggio rigoroso che accompagna la postura nella sequenza. “ Vinyasa significa respiro sincronizzato con il movimento. Il respiro è il cuore di questa disciplina e collega una postura all’altra con un ordine ben preciso. Sincronizzando il movimento con il respiro e praticando il Mulabandha e l’Uddiyanabandha (chiusure si produce un intenso calore interno. Questo calore purifica i muscoli e gli organo facendo espellere le tossine nocive[…] Il respiro regola il vinyasa ed assicura un’efficiente circolazione del sangue.” Tratto dal libro Astanga Yoga di Lino Miele.
Purtroppo la parola Vinyasa è stata utilizzata a casaccio per dare il nome a pratiche di Yoga occidentalizzate.
State attenti a ciò che praticate, lo Yoga non è un gioco.

La terza motivazione per cui scrivo questo articolo è perché trovo che l’unica scuola che possa insegnare sia la nostra vita e le esperienze che facciamo attraverso la pratica. Se stiamo praticando a dovere presto o tardi questo si traduce in trasformazione e cambiamento della nostra realtà circostante perché siamo cambiati noi dentro, le nostre relazioni esterne proseguono e si evolvono, in alcuni casi si interrompono e questo avviene quando sono svilenti e non ci permettono un vero percorso di crescita e di scambio. E’ allora inutile voler esser degli insegnanti di Yoga se poi nel nostro privato viviamo soprattutto chaos e nella sofferenza, se abbiamo paura di rimanere soli, se siamo schiavi della routine lavorativa, della famiglia, del parere delle persone, delle dipendenze affettive, se abbiamo accanto persone che non sono in rispetto e in condivisione del nostro percorso. Queste sono le cose che mi fanno capire come lavora la pratica sulle persone e su di me per prima. Insegnanti della levatura di Pattabhi Jois avevamo anche una realtà famigliare centrale nella loro vita e ai loro allievi più devoti avevano mostrato come vivevano, l’ambiente che avevano creato attorno a loro. Io personalmente ho scelto di seguire Lino Miele perché ho osservato quale ambiente ha attorno a se, che tipologia di persone lo seguono, la sua famiglia, i suoi assistenti, quel meraviglioso silenzio di ascolto che hanno le persone che praticano con lui ai suoi ritiri. Questi sono i dati che mi hanno stimolato a seguirlo, non certamente le Asana che lui è riuscito a fare nella sua carriera anche se sono notevoli, egli è andato a mio parere oltre l’Asana e ha dimostrato una notevole comprensione non solo della pratica ma della vita nel suo complesso, nel suo caso tutto ha lavorato a 360° intorno a lui. Meraviglioso effetto dello Yoga.
Lo Yoga penetra nella realtà della persona che lo pratica e lo fa a 360° perciò quando è il momento lavora dentro alla persona stessa. Quando cambi tu dentro, come una creta la tua vita si fa malleabile e cambia forma. Cambiano le relazioni, a volte i partner, cambia il tuo modo di relazionarti agli altri.
Non esiste una certificazione da raggiungere ma solo “99% pratica 1% teoria”, non ci sono scorciatoie non ci sono 200 ore, nemmeno 500, nemmeno 1.000, ce ne sono quante ne servono affinché la pratica produca i suoi effetti su di noi.
La confusione regna sovrana, aimè , purtroppo, e a produrre operatori altamente certificati e altamente confusi si scombina l’ordine naturale della vita che vorrebbe, per buonsenso, che il mestiere lo si impari facendolo, come del resto si usava fin dall’antichità nelle botteghe d’arte degli artigiani. La conoscenza era trasmessa di maestro in allievo, in modo giornaliero, minuzioso e l’allievo faceva, faceva, faceva. Non esiste la logica dell’industria e della produzione industriale di artigiani maestri di yoga, nessuna certificazione semmai un attestato del maestro al suo allievo in segno di riconoscimento. In fondo nessuno può certificare nessuno perché è evidente e, credetemi, è proprio evidente, che un operatore diverrà insegnante nel momento in cui lui è pronto e soltanto se lo è davvero.
Ribadisco solo e soltanto se la nostra strada è l’insegnamento si verificherà come conseguenza naturale del nostro operato su noi stessi.


Quella che io considero “ginnastica Yoga”

 

Nella pratica dello Yoga esiste un spazio in cui vivere, respirare e crescere, che non è governato da nessun tipo di business ma dalle leggi interiori che solamente tu puoi darti, ed è allora che si conosce, anche solo per poco tempo al giorno, la vera libertà. Per me questo è stato ed è l’Ashtanga Yoga.
Concludo finalmente, se davvero la vostra vocazione è quella di essere un praticante di yoga trovate una pratica tradizionale che abbia le sue radici nell’antico, nel reale e non esitate a praticare tutti i giorni, a sudare su quel tappetino, a volte farvi male se questo serve a farvi comprendere meglio, a vivere la pratica 100% nella vostra vita, nulla potrà dirvi se siete competenti o meno e nessuno potrà certificarvelo nessun pezzo di carta, perché quando sarete tra le persone, la bontà del vostro servizio (perché di servizio si tratta) si espliciterà nel tempo e con i fatti, vedendo crescere la passione dentro di loro e il benessere nei loro occhi, e non certamente per merito vostro ma solamente per merito di una vera disciplina come io reputo per esperienza personale l’Astanga yoga. Siamo gli operai della tradizione, non inventatevi nulla. Chi siamo noi per poterlo fare?
Ogni lezione che si offre agli studenti è condizione di crescita per chi la fa, per chi la riceve, e funziona solo quando è compassionevole, e per essere compassionevole devi avere sudato e compreso dolori, frustrazioni, paure e cambiamenti a cui sono sottoposti coloro che vengono da te, il procedimento di acquisizione può durare anche molto, moltissimo tempo, ma quando è sentito nel profondo produce consapevolezza in chi lo riceve. La strada della vera pratica porta dei veri cambiamenti che un adepto presto o tardi dovrà affrontare. Il lavoro dello yoga non è un business, ciò non toglie che venga adeguatamente retribuito, ma non segue certo le logiche del business e del marketing ecco, se proprio avete deciso di seguire un corso di yoga improvvisato dal nome moderno o di prendere la scorciatoia di farvi certificare da una scuola di Yoga “chiamatela almeno ginnastica yoga”!
di Clarissa Oliverio

2 commenti
  1. Alessandro
    Alessandro dice:

    Credo e condivido fermamente ogni parola di questo preciso e dettagliato testo. Per esperienza personale non esiste istruttore certificato, solo insegnanti eperienziali che hanno provato su di loro ciò che insegnano. Il lavoro di insegnante è un servizio fondamentale per la società. E ora più che mai c’è bisogno che questo ruolo venga ricoperto solo da coloro che lo fanno con estremo piacere e amore verso gli altri, sopratutto se sono bambini. Grazie Clarissa del meraviglioso lavoro che fai per la comunità intera. Namaste.

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